Introduzione allo Zen

Introduzione allo zen

Termine giapponese che traduce il cinese ch’an, a sua volta derivato dal sanscrito dhyana, che significa meditazione. E’ il nome di una corrente del buddhismo giapponese che si richiama all’ ispirazione del ch’an la scuola storica buddhista cinese che si riaggancia al racconto della trasmissione silenziosa del buddha storico al picco dell’avvoltoio, non che all venuta in cina del monaco indiano Bodhidharma intorno al 520 d.c., ponendo l’accento sulla simultaneità di illuminazione e pratica, e valorizzando tutti gli aspetti anche più umili della vita quotidiana come mezzi per il satori. Il nucleo di questa via è la meditazione seduta, o zazen, che porta a sperimentare lo stato di risveglio realizzato da Shakyamuni. In Giappone, dove il ch’an si diffuse con il nome di zen, le due scuole tuttora più vitali sono quelle Rizai e Soto.

Se pensate che lo Zen sia una filosofia, uno stile di vita o una corrente di pensiero, una delle tante forme prese dal Buddhismo nel suo cammino dall’India alla Cina al Giappone, e, oggi in occidente…non siete sulla buona strada.

Trasmesso da 2500 anni di maestro in maestro con una linea ininterrotta di successione, lo Zen è arrivato fino a noi unicamente grazie alla sua pratica di ZAZEN e pratica di vita quotidiana.Se per qualche motivo vi sentite attratti dallo zen, spero che questo sito sia per voi una buone guida per condurvi fino alla porta: da li in poi dovete procedere da soli.Per toccare il cuore dello zen, la comprensione intellettuale non basta: dovete “mettere da parte” i libri e le parole, entrare con i vostri piedi sulla via.

Zen quotidiano

Una vita realizzata, afferma Sigmund Freud, significa efficienza negli affetti e nel lavoro. Dalla quotidianità degli affetti e del sesso, della famiglia, della casa e del lavoro, l’insegnamento dello Zen, derivato da una tradizione monastica, sembrerebbe assai lontano. Pochi sono gli studenti occidentali di Zen che si ritirano in comunità monastiche tradizionali, mentre la maggioranza condivide le normali preoccupazioni: impostare e troncare rapporti affettivi, cambiare i pannolini, estinguere il mutuo e ottenere un avanzamento di carriera. I centri zen conservano spesso un’atmosfera di marcato esoterismo e di scollamento dalla realtà. Abiti neri, teste rasate e rituali monastici possono rafforzare l’impressione che lo Zen sia un’alternativa esotica alla vita normale, invece della vita stessa nella sua quotidianità ma vissuta più pienamente. Gli insegnanti di Zen, avendo ricevuto una formazione tradizionale di impostazione monastica, difettano spesso della capacità di affrontare i problemi della vita normale degli studenti occidentali del ventesimo secolo, finendo, anche se involontariamente, per incoraggiare un atteggiamento di fuga dalla realtà mascherata da ricerca di esperienze dirompenti. Per integrarsi nella cultura occidentale, lo Zen deve sviluppare un linguaggio occidentale; ‘tagliare la legna, portare l’acqua’ deve diventare ‘fare l’amore, guidare l’auto’.

È quando vogliamo risvegliarci a noi stessi e alla vita, all’immediatezza del momento, che lo spirito dello Zen si rivela.